Alta Mangiuria
Alife (CE)
Caciottine
- Stagionatura: 2 mesi
Caciotta

La caciotta è un formaggio di piccola o media pezzatura, a pasta tenera o semidura, fresco o di breve stagionatura, diffuso soprattutto nell’Italia centrale. Si fa con latte vaccino, di pecora, di capra o misto. Molte caciotte regionali sono riconosciute come prodotti agroalimentari tradizionali (PAT).
Diffusa in tutta l’Italia centrale (Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Romagna) e presente con varianti tradizionali anche in Abruzzo, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Campania e Sicilia.
«Caciotta» non è il nome di un singolo formaggio protetto ma di una famiglia di formaggi: forme cilindriche basse, da qualche etto a pochi chili, pasta morbida o semidura, crosta sottile o assente, stagionatura breve. Il nome richiama il «cacio», cioè il formaggio, e indica un prodotto casalingo e quotidiano, fatto con il latte disponibile in azienda. Per questo esistono caciotte di vacca, di pecora, di capra e soprattutto miste. Nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) curato dal MASAF compaiono decine di caciotte regionali, ciascuna con le sue regole di lavorazione.
Nell’elenco PAT 2026 si trovano, tra le altre: la Caciotta delle Marche e quella dell’Emilia-Romagna (con la variante vaccina al caglio vegetale), la Caciotta dell’Umbria (anche al tartufo), le caciotte toscane (della Lunigiana, di pecora, dolce e stagionata), numerose caciotte del Lazio (dei Monti della Laga, della Sabina, di bufala pontina, genuina romana, mista della Tuscia, mista ovi-vaccina), la Caciotta di Brugnato in Liguria, la caciotta vaccina frentana e la caciotta di vacca in Abruzzo, la caciotta caprina del Friuli-Venezia Giulia, la caciotta degli Elimi in Sicilia e, in Veneto, il formaggio caciotta di Asiago. In Campania è tradizionale la Caciotta di capra dei Monti Lattari, fatta con latte di capra Napoletana.
La scheda PAT della Regione Marche descrive una caciotta di latte vaccino con aggiunta, in proporzioni variabili, di latte ovino e/o caprino, tutto di provenienza locale. Il latte coagula in 20-30 minuti; in alcuni casi la cagliata viene semicotta fino a 43-44 °C, poi rotta in piccolissime particelle, messa nelle fascere e pressata con il palmo delle mani per far uscire il siero. Segue la salatura a secco, con le forme rigirate ogni 12 ore, e una breve scottatura in siero bollente prima della maturazione. In Umbria la caciotta PAT si fa invece con latte vaccino pastorizzato, fermenti e caglio a circa 38 °C; dopo la formatura, la stufatura con vapore e circa 12 ore di salamoia, matura 15-20 giorni a 4-5 °C.
Le caciotte marchigiane ed emiliano-romagnole hanno forma cilindrica, scalzo leggermente convesso di 4-7 cm e peso tra 0,7 e 2 kg; quella umbra pesa 1,5-3 kg. La crosta va dal giallo paglierino all’avorio scuro, la pasta è bianca o paglierina, compatta o con piccola occhiatura. La stagionatura cambia da zona a zona: nelle Marche la caciotta non va in commercio prima di 10 giorni e nel Montefeltro matura da due a sei mesi; in Umbria bastano 15-20 giorni. Il sapore va dal dolce e lattico delle forme fresche al più sapido e deciso di quelle stagionate.
La Casciotta d’Urbino è l’unica «casciotta» con una denominazione di origine protetta: si fa con il 70-80% di latte di pecora intero e il 20-30% di latte di vacca, nella provincia di Pesaro e Urbino e in alcuni comuni del Montefeltro in provincia di Rimini, e matura da 15 a 30 giorni. Le altre caciotte non hanno un disciplinare europeo, ma le versioni PAT seguono le regole descritte nelle schede regionali. Anche l’Umbria ha una caciotta a indicazione geografica: il Caciottone di Norcia IGP, una forma grande di circa 3,2 kg fatta con latte vaccino e un 5-10% di latte di pecora.
Le caciotte fresche si conservano in frigorifero, avvolte in carta per alimenti, e vanno consumate entro pochi giorni; quelle stagionate durano più a lungo. Tolte dal frigo mezz’ora prima di servirle, recuperano profumo e morbidezza.
La caciotta fresca si mangia al naturale, con pane e verdure, oppure a fette nei panini e alla piastra. Quella più stagionata si serve su un tagliere con miele e confetture o si grattugia su minestre e paste. Per altri formaggi freschi di capra vedi anche il Caprino del Cilento.
Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Alife (CE)
Caciottine
Rocchetta a Volturno (IS)
Caciottina farcita mandorle o tartufo Costantini
Rocchetta a Volturno (IS)
Caciottine farcite aromatizzate
Rocchetta a Volturno (IS)
Caciotta semi stagionata Costantini
Caciotta di capra
Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.