Caseificio Longo
Rivarolo Canavese (TO)
Formaggio a pasta morbida, maturazione di circa 10 giorni.
- Latte: vaccino
Paglierina, la crosta fiorita piemontese nata sulla paglia
PAT
La Paglierina è un piccolo formaggio piemontese a pasta molle e crosta fiorita, fatto con latte vaccino intero. Deve il nome alla paglia su cui un tempo veniva messo ad asciugare, e ancora oggi porta sulla crosta bianca le righe lasciate dalle griglie. Ha un sapore delicato di latte e panna, con una nota di fungo.
Piemonte: soprattutto la provincia di Torino, più raramente le province di Cuneo e Asti.
La Paglierina nasce nelle cascine piemontesi che avevano due o tre vacche e quindi poco latte da lavorare, oppure in pianura d’estate, quando la mandria saliva in alpeggio e nella stalla restavano solo pochi animali. Con quantità così piccole conveniva fare un formaggio rapido, da vendere entro poche settimane. Le cronache dei dazi sul mercato di Torino mostrano che formaggi molli di questo tipo entravano in città già alla metà del Seicento.
Essendo un formaggio molto umido, le forme venivano messe ad asciugare su letti di paglia o su stuoie intrecciate, da cambiare ogni giorno perché assorbissero il siero. Il nome Paglierina lo ha dato circa un secolo fa un caseificio di San Francesco al Campo, nel Torinese. Oggi la paglia è stata sostituita da griglie di acciaio o di plastica alimentare, che però lasciano sulla crosta le stesse righe di una volta.
Il latte intero, che in passato era crudo e oggi è quasi sempre pastorizzato, viene inoculato con le spore della muffa bianca Geotrichum candidum e coagulato con caglio liquido di vitello in circa mezz’ora. La cagliata si rompe con delicatezza, in due tempi, fino a grani grandi come chicchi di mais, e si mette negli stampi senza pressarla. Gli stampi restano per qualche ora in un ambiente tiepido, fra 20 e 30 gradi: è la «stufatura», che fa lavorare i fermenti e dà alla pasta la giusta acidità. Poi le forme si salano, oggi per lo più in salamoia.
La sosta minima è di una settimana o dieci giorni, ma si può arrivare a un mese. Nei primi giorni la muffa bianca copre la superficie: oltre a dare l’aspetto vellutato, lavora la pasta dall’esterno verso l’interno. Una Paglierina giovane ha il cuore ancora compatto; dopo due o tre settimane diventa cremosa, quasi colante sotto la crosta. Un tempo la pasta all’inizio era gessosa e si ammorbidiva solo col tempo; le tecniche moderne la rendono morbida fin da subito.
È un piccolo cilindro basso, largo da 10 a 15 centimetri, alto uno-tre centimetri, che pesa fra due e quattro etti. La crosta è sottile e morbida, bianca o bianco-paglierina, spesso rigata. La pasta è bianca o avorio, morbida, di solito senza occhi.
Profuma di latte fresco e panna, con sentori di nocciola e di fungo dati dalla muffa superficiale. Il gusto è dolce e armonico, di intensità bassa: un formaggio facile, adatto anche a chi non ama i sapori forti.
Si conserva in frigorifero nella sua carta, lontano da alimenti dall’odore forte, e va tirata fuori almeno mezz’ora prima di mangiarla. Chi la preferisce cremosa può lasciarla maturare qualche giorno in più, sempre al fresco.
Si mangia soprattutto così com’è, con pane casereccio, magari in un tagliere di formaggi accanto a formaggi più stagionati. Scaldata in forno su un crostone di pane è ottima sopra un’insalata mista, e chi ama i sapori delicati la usa per mantecare un risotto. Con le forme giovani stanno bene bianchi piemontesi di medio corpo come il Roero Arneis o la Langhe Favorita; con quelle più mature un Langhe Chardonnay o una Freisa vivace. Gli altri formaggi della regione sono raccolti nella guida ai formaggi tipici di Piemonte e Valle d’Aosta.

Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Rivarolo Canavese (TO)
Formaggio a pasta morbida, maturazione di circa 10 giorni.
Frossasco (TO)
Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.
Scopri i produttori di formaggi nella zona tipica del Paglierina.
Vedi i caseifici in Piemonte