Fattoria Trapoggio
Santa Sofia (FC)
- Latte: vaccino
Raviggiolo dell’Appennino tosco-romagnolo, il raviggiolo vaccino a latte crudo
PATPresidio Slow Food
Il Raviggiolo dell’Appennino tosco-romagnolo è la versione vaccina a latte crudo del raviggiolo, fatta nelle valli forlivesi. La cagliata non si rompe: si fa scolare, si sala in superficie e si serve su rametti di felce. Si produce da ottobre a marzo e va mangiato entro tre o quattro giorni. È un Presidio Slow Food.
Comuni dell’Appennino in provincia di Forlì-Cesena, nelle valli del Montone, del Rabbi, del Bidente e del Savio, in parte dentro il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.
In Toscana il raviggiolo si fa di solito con latte di pecora, spesso su richiesta. Sul versante romagnolo della stessa montagna, invece, la tradizione è vaccina: latte crudo di vacca, caglio e nient’altro. Il Presidio Slow Food è nato proprio per salvare questa versione e per distinguerla dal raviggiolo toscano che porta lo stesso nome.
La zona è quella delle vallate del Montone, del Rabbi, del Bidente e del Savio, in provincia di Forlì-Cesena, in parte comprese nel Parco delle Foreste Casentinesi. I produttori del Presidio lavorano a Premilcuore e Santa Sofia.
Il latte vaccino crudo si coagula con il caglio. A differenza di quasi tutti i formaggi, la cagliata non viene rotta: la massa si lascia scolare intera e si sala solo in superficie. Il risultato è un disco morbido di 20-25 centimetri di diametro, alto da 2 a 4, che si serve su un letto di foglie di felce maschio.
La pasta è bianca, tenera, leggermente burrosa, senza crosta. Il sapore è molto delicato, quasi dolce, con note di latte e di nocciola: tutto il suo pregio sta nella freschezza. Per questo si consiglia di non accompagnarlo a ingredienti che lo coprano.
Si produce soltanto da ottobre a marzo e si conserva al massimo tre o quattro giorni dalla produzione: per assaggiarlo bisogna quasi sempre andare a cercarlo in zona, nei mesi freddi.
Il Presidio riunisce alcuni casari che producono ancora il raviggiolo con latte crudo. È sostenuto dal Parco delle Foreste Casentinesi e dalla Regione Emilia-Romagna.
È così dolce che si mangia anche fuori pasto, a colazione o a merenda, magari solo con il pane. In Romagna è un ingrediente storico dei cappelletti. Per le versioni toscane di pecora e del Mugello vedi la scheda del raviggiolo; altri formaggi a latte crudo sono nella guida ai formaggi a latte crudo.
Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Santa Sofia (FC)
Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.
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