La Ferme du Mont Rose
Issime (AO)
Prodotta in alpeggio d'estate.
- Latte: vaccino
Toma di Gressoney, la toma Walser della valle del Lys
PAT
La Toma di Gressoney è il formaggio della valle del Lys, la valle valdostana dei Walser ai piedi del Monte Rosa. È una toma di latte vaccino crudo e parzialmente scremato, prodotta in poche migliaia di forme l’anno: si trova fresca, ma dà il meglio dopo una lunga stagionatura.
Valle del Lys, in Valle d’Aosta: latte dei comuni di Perloz, Lillianes, Fontainemore, Gaby, Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean; trasformazione anche a Donnas.
Nell’alta valle del Lys vivono da secoli le comunità Walser, arrivate dal Vallese svizzero nel Medioevo. Il loro modo di allevare, con piccole stalle familiari e pascoli sfruttati palmo a palmo, è diverso da quello dei grandi alpeggi della Fontina, dove si radunano anche cento vacche. Da questa economia minuta nasce una toma semigrassa, che nel dialetto Walser si chiama anche toma «de Kesch». Come per il Fromadzo, la scrematura permetteva di ricavare anche burro, che un tempo rendeva più del formaggio.
La zona va dalla bassa valle, con Perloz, Lillianes e Fontainemore, fino ai centri Walser di Gaby, Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean. I comuni della valle hanno firmato una convenzione e nel 2011 quello di Gressoney-Saint-Jean ha approvato un disciplinare di produzione con un marchio collettivo. Le forme ricevono una placchetta di caseina numerata, distribuita e contata ogni mese dal Comune: un modo semplice per sapere quante ne escono, circa quattromila all’anno. Le forme che vengono dagli alpeggi estivi possono aggiungere la menzione «di alpeggio».
Si usa latte vaccino crudo, munto anche a mano, di vacche Valdostane pezzata rossa e pezzata nera o castana, nutrite in prevalenza con erba e fieno della zona. Si può aggiungere latte di capra o di pecora, ma senza superare il 10%. Non sono ammessi fermenti selezionati che non siano locali.
Il latte della sera e delle mungiture precedenti riposa almeno dodici ore in bacinelle tenute nell’acqua fredda, così la panna sale in superficie e si può togliere. In caldaia, di rame o d’acciaio, il latte scremato si può unire a quello intero della mungitura del mattino. Si scalda intorno ai 35 gradi e si aggiunge caglio di vitello; dopo circa un’ora la cagliata si rompe fino a ridurla in grani come chicchi di riso e si scalda ancora fino a non oltre 40 gradi. La pasta, raccolta a mano o con l’aiuto di attrezzi, va nelle fascere tradizionali di legno, chiamate «fèitsouëre», e viene pressata appena, o per niente. In questa fase si possono aggiungere spezie o erbe di montagna.
La forma è cilindrica, con facce piane o appena convesse larghe da 15 a 30 centimetri e uno scalzo convesso; pesa da due a sei chili. La crosta è lavata, sottile, liscia e un po’ untuosa, di un colore rossiccio che può tendere al rosa o al giallo e, con molti mesi, diventa più rugosa e scura. La pasta è gialla o paglierina, morbida ed elastica, con occhi radi, piccoli o medi.
Giovane è dolce, con profumi di latte cotto e di erbe di montagna. Con la stagionatura la sapidità cresce e la pasta diventa più asciutta e solubile. Per comodità oggi si vende soprattutto fresca, ma chi la conosce dice che dopo un anno di cantina diventa eccellente; in valle si sta cercando di tornare agli affinamenti lunghi di una volta.
Le forme fatte fra la tarda primavera e l’estate, quando le vacche mangiano erba fresca e fiori, sono più profumate di quelle invernali, nate da latte di animali a fieno.
Avvolta in carta per alimenti, si conserva nel cassetto delle verdure del frigorifero. Le forme stagionate sopportano bene anche una cantina fresca.
In valle si serve come antipasto, con pane casereccio. Le forme più fresche e grasse fondono bene e sono perfette nei piatti di montagna gratinati, come le zuppe di pane o i gratin di patate e verdure: la guida ai formaggi che si sciolgono raccoglie altre idee. Il vino giusto è un rosso di corpo. Per conoscere gli altri formaggi della regione c’è la guida ai formaggi tipici di Piemonte e Valle d’Aosta.
Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Issime (AO)
Prodotta in alpeggio d'estate.
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Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.
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