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Vastedda della valle del Belìce

Vastedda della valle del Belìce DOP

DOPPresidio Slow Food
Vastedda della valle del Belìce intera con uno spicchio tagliato, su un cesto di vimini
Foto: Lele1989 — fonte, licenza CC BY-SA 4.0 · Lele1989 via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cos’è il Vastedda della valle del Belìce

La Vastedda della valle del Belìce DOP è un formaggio fresco a pasta filata di latte di pecora, fatto con latte intero e crudo di pecore di razza Valle del Belìce, tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Ha la forma di una piccola focaccia di 500-700 grammi, senza crosta, bianca e liscia, con sapore di latte fresco di pecora e note lievemente acidule. È anche un Presidio Slow Food, che tutela insieme al formaggio la pecora del Belìce.

Caratteristiche

Denominazione
DOP
Presidio Slow Food
Vastedda della valle del Belìce
Tipo
Formaggio fresco a pasta filata
Latte
latte di pecora intero, crudo
Zona tipica
Sicilia

Zona di produzione

Provincia di Agrigento: Caltabellotta, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce, Sciacca. Provincia di Trapani: Calatafimi, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa, Vita. Provincia di Palermo: Contessa Entellina e la frazione San Biagio di Bisacquino.

Una pasta filata di pecora

La Vastedda è uno dei rari formaggi a pasta filata fatti con latte ovino. Il disciplinare richiede latte intero e crudo, ad acidità naturale di fermentazione, di pecore di razza Valle del Belìce allevate nella zona. Le pecore pascolano su prati naturali o coltivati e mangiano anche ristoppie di grano, erba dei filari, frasche di ulivo, cladodi di fico d’India e foglie di vite dopo la vendemmia. Si consuma fresca: dopo l’asciugatura può essere mangiata già in 12-48 ore.

Come si fa

Il latte, scaldato in caldaie di rame stagnato fino a 40 °C, coagula con caglio in pasta di agnello. La cagliata si rompe con la «rotula» in grumi come chicchi di riso e si raccoglie, senza pressarla, nelle fuscelle di giunco, dove matura per 24 ore (48 nella stagione fredda) fino al giusto grado di acidità. Poi viene tagliata a fette, coperta di scotta o acqua a 80-90 °C nel «piddiaturi», un recipiente di legno, e filata. Il casaro forma delle sfere, le chiude a mano e le adagia in piatti fondi di ceramica, dove prendono la tipica forma. Seguono la salamoia, da 30 minuti a 2 ore, e l’asciugatura.

Forma e caratteristiche

La forma è quella di una focaccia con facce lievemente convesse: diametro di 15-17 cm, scalzo di 3-4 cm, peso di 500-700 grammi. È priva di crosta, bianco avorio, liscia; la pasta è bianca, non granulosa, con occhiatura assente o molto scarsa. L’aroma è quello del latte fresco di pecora, il sapore fresco con note lievemente acidule e mai piccante. Il confezionamento avviene nello stesso caseificio di produzione, perché è un prodotto «vivo», ricco di microrganismi.

Curiosità

  • Il nome viene dai piatti fondi di ceramica, le «vastedde», in cui il formaggio rassoda dopo la filatura prendendo la forma di pagnotta.
  • Secondo il disciplinare il nome richiama anche «vasta», cioè guasta: la filatura sarebbe nata per recuperare i formaggi freschi fatti d’estate e rovinati dal caldo.

Domande frequenti

Che tipo di formaggio è la Vastedda della valle del Belìce?
Un formaggio fresco a pasta filata di latte di pecora, a denominazione di origine protetta.
La Vastedda è fatta con latte crudo?
Sì: latte ovino intero e crudo di pecore di razza Valle del Belìce.
Dove si produce la Vastedda del Belìce?
In comuni delle province di Agrigento, Trapani e Palermo, nella valle del Belìce. I caseifici che la fanno e che trovi su CaseificiOnline sono a Partanna, Salemi e Gibellina nel Trapanese, a Menfi nell’Agrigentino e a Contessa Entellina nel Palermitano.
Quanto pesa una Vastedda?
Da 500 a 700 grammi, con diametro di 15-17 cm.
Perché si chiama Vastedda?
Dai piatti fondi di ceramica, le «vastedde», in cui il formaggio prende forma dopo la filatura.
La Vastedda ha la crosta?
No: il disciplinare la descrive priva di crosta, bianco avorio e liscia.
La Vastedda del Belìce è un Presidio Slow Food?
Sì. Il presidio conta meno di dieci produttori tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo e, oltre al formaggio, protegge la razza da cui viene il latte: la pecora della Valle del Belìce, di taglia media, con testa sottile e vello bianco. La Vastedda del presidio si fa da maggio a ottobre e va mangiata nei primissimi giorni.

Chi produce la Vastedda della valle del Belìce

Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.

Sapori Antichi

Poggioreale (TP)

Formaggio di pecora a pasta filata, prodotto con il latte aziendale (Presidio Slow Food).

  • Latte: pecora

Guide correlate

Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.

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