Come fare
Come leggere l’etichetta di un formaggio
Pubblicata il

L’etichetta di un formaggio dice molto più del nome: chi l’ha prodotto, dove è stato confezionato, entro quando consumarlo, se è fatto con latte crudo e, per i DOP, se rispetta un disciplinare. Le informazioni obbligatorie sono fissate dal Regolamento UE 1169/2011; a queste si aggiungono il bollo sanitario e, per le denominazioni, i marchi previsti dai disciplinari.
Le indicazioni obbligatorie
L’articolo 9 del Regolamento UE 1169/2011 elenca le informazioni obbligatorie, tra cui: • denominazione dell’alimento; • elenco degli ingredienti e allergeni; • quantità netta; • termine minimo di conservazione o data di scadenza; • eventuali condizioni particolari di conservazione; • nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore responsabile; • paese d’origine o luogo di provenienza, quando previsto; • dichiarazione nutrizionale.
Ingredienti e allergeni
Il latte e i prodotti a base di latte, lattosio compreso, sono tra gli allergeni dell’Allegato II e vanno evidenziati con un carattere diverso dagli altri ingredienti. Per i formaggi l’elenco degli ingredienti può mancare: l’articolo 19 lo consente quando sono stati aggiunti solo prodotti derivati dal latte, enzimi e colture necessarie alla fabbricazione e, per i formaggi non freschi né fusi, il sale. Se trovi un elenco lungo, con aromi o additivi, vale la pena leggerlo.
Le date: «preferibilmente entro» ed «entro»
«Da consumarsi preferibilmente entro» è il termine minimo di conservazione: dopo, il formaggio può perdere qualità. «Da consumare entro» è la data di scadenza, prevista per gli alimenti molto deperibili: dopo quella data l’alimento è considerato a rischio. Accanto alla data spesso compaiono le condizioni di conservazione, ad esempio «conservare in frigorifero».
Il bollo sanitario
Il bollo ovale identifica lo stabilimento che ha prodotto o confezionato il formaggio. Come spiega il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, contiene la sigla del paese (IT), un numero che identifica lo stabilimento e la sigla CE; nei codici più vecchi le prime due cifre indicano la regione, in quelli più recenti il codice è di cinque caratteri alfanumerici. Il bollo dice chi ha lavorato il prodotto, non da dove viene il latte.
«Fabbricato con latte crudo»
Secondo il Regolamento CE 853/2004, è latte crudo quello non riscaldato oltre 40 °C e non sottoposto a trattamenti di effetto equivalente. Quando un formaggio è fatto con latte crudo, l’etichetta deve riportare la dicitura «fabbricato con latte crudo». È un’informazione utile per chi deve evitarlo, ad esempio in gravidanza.
DOP, IGP e marchi dei disciplinari
Per i formaggi DOP e IGP l’etichetta riporta la denominazione e il logo europeo, e spesso marchi specifici scritti nei disciplinari: il contrassegno di carta verde (o giallo per l’alpeggio) della Raschera, la placca di caseina del Piacentinu Ennese, la «sventolina» del Castelmagno. Per il Parmigiano Reggiano preconfezionato in porzioni sopra i 15 grammi l’età minima in etichetta è obbligatoria; per il Grana Padano può essere indicata dai 12 mesi in su.
Domande frequenti
- Cosa deve esserci per legge sull’etichetta del formaggio?
- Tra l’altro denominazione, allergeni, quantità netta, data, condizioni di conservazione, operatore responsabile e dichiarazione nutrizionale (Reg. UE 1169/2011, art. 9).
- Perché alcuni formaggi non hanno l’elenco ingredienti?
- L’art. 19 del Reg. 1169/2011 lo consente se contengono solo derivati del latte, enzimi, colture e, per i non freschi, sale.
- Cosa significa il bollo ovale IT sul formaggio?
- Identifica lo stabilimento che ha prodotto o confezionato il formaggio: sigla del paese, numero dello stabilimento e CE.
- Come capisco se un formaggio è a latte crudo?
- In etichetta deve comparire la dicitura «fabbricato con latte crudo».
- Come riconosco un formaggio DOP?
- Dalla denominazione e dal logo DOP in etichetta e dai marchi previsti dal disciplinare, impressi sulla forma o sul contrassegno.
Informazioni verificate dalla redazione il 15/10/2026.
