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Come leggere l’etichetta di un formaggio

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Confezione di Asiago DOP con etichetta e logo della denominazione
Foto: Marco Cattaneo — fonte, licenza CC BY-SA 4.0 · Marco Cattaneo via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

L’etichetta di un formaggio dice molto più del nome: chi l’ha prodotto, dove è stato confezionato, entro quando consumarlo, se è fatto con latte crudo e, per i DOP, se rispetta un disciplinare. Le informazioni obbligatorie sono fissate dal Regolamento UE 1169/2011; a queste si aggiungono il bollo sanitario e, per le denominazioni, i marchi previsti dai disciplinari.

Le indicazioni obbligatorie

L’articolo 9 del Regolamento UE 1169/2011 elenca le informazioni obbligatorie, tra cui: • denominazione dell’alimento; • elenco degli ingredienti e allergeni; • quantità netta; • termine minimo di conservazione o data di scadenza; • eventuali condizioni particolari di conservazione; • nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore responsabile; • paese d’origine o luogo di provenienza, quando previsto; • dichiarazione nutrizionale.

Ingredienti e allergeni

Il latte e i prodotti a base di latte, lattosio compreso, sono tra gli allergeni dell’Allegato II e vanno evidenziati con un carattere diverso dagli altri ingredienti. Per i formaggi l’elenco degli ingredienti può mancare: l’articolo 19 lo consente quando sono stati aggiunti solo prodotti derivati dal latte, enzimi e colture necessarie alla fabbricazione e, per i formaggi non freschi né fusi, il sale. Se trovi un elenco lungo, con aromi o additivi, vale la pena leggerlo.

Le date: «preferibilmente entro» ed «entro»

«Da consumarsi preferibilmente entro» è il termine minimo di conservazione: dopo, il formaggio può perdere qualità. «Da consumare entro» è la data di scadenza, prevista per gli alimenti molto deperibili: dopo quella data l’alimento è considerato a rischio. Accanto alla data spesso compaiono le condizioni di conservazione, ad esempio «conservare in frigorifero».

Il bollo sanitario

Il bollo ovale identifica lo stabilimento che ha prodotto o confezionato il formaggio. Come spiega il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, contiene la sigla del paese (IT), un numero che identifica lo stabilimento e la sigla CE; nei codici più vecchi le prime due cifre indicano la regione, in quelli più recenti il codice è di cinque caratteri alfanumerici. Il bollo dice chi ha lavorato il prodotto, non da dove viene il latte.

«Fabbricato con latte crudo»

Secondo il Regolamento CE 853/2004, è latte crudo quello non riscaldato oltre 40 °C e non sottoposto a trattamenti di effetto equivalente. Quando un formaggio è fatto con latte crudo, l’etichetta deve riportare la dicitura «fabbricato con latte crudo». È un’informazione utile per chi deve evitarlo, ad esempio in gravidanza.

DOP, IGP e marchi dei disciplinari

Per i formaggi DOP e IGP l’etichetta riporta la denominazione e il logo europeo, e spesso marchi specifici scritti nei disciplinari: il contrassegno di carta verde (o giallo per l’alpeggio) della Raschera, la placca di caseina del Piacentinu Ennese, la «sventolina» del Castelmagno. Per il Parmigiano Reggiano preconfezionato in porzioni sopra i 15 grammi l’età minima in etichetta è obbligatoria; per il Grana Padano può essere indicata dai 12 mesi in su.

Domande frequenti

Cosa deve esserci per legge sull’etichetta del formaggio?
Tra l’altro denominazione, allergeni, quantità netta, data, condizioni di conservazione, operatore responsabile e dichiarazione nutrizionale (Reg. UE 1169/2011, art. 9).
Perché alcuni formaggi non hanno l’elenco ingredienti?
L’art. 19 del Reg. 1169/2011 lo consente se contengono solo derivati del latte, enzimi, colture e, per i non freschi, sale.
Cosa significa il bollo ovale IT sul formaggio?
Identifica lo stabilimento che ha prodotto o confezionato il formaggio: sigla del paese, numero dello stabilimento e CE.
Come capisco se un formaggio è a latte crudo?
In etichetta deve comparire la dicitura «fabbricato con latte crudo».
Come riconosco un formaggio DOP?
Dalla denominazione e dal logo DOP in etichetta e dai marchi previsti dal disciplinare, impressi sulla forma o sul contrassegno.

Informazioni verificate dalla redazione il 15/10/2026.