CaseificiOnline

Come fare

Stagionatura dei formaggi: cosa cambia tra 12, 24 e 36 mesi

Pubblicata il

Forme di Parmigiano Reggiano in stagionatura sulle scalere di legno
Foto: Udo Schröter — fonte, licenza CC BY-SA 2.0 · Udo Schröter via Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

«12 mesi», «24 mesi», «oltre 36»: sulle confezioni dei formaggi a pasta dura l’età è diventata un criterio di scelta. Ma che cosa cambia davvero e chi decide le soglie? I disciplinari DOP fissano una stagionatura minima e, in alcuni casi, categorie e diciture per le stagionature più lunghe. Con il tempo il formaggio perde acqua, la pasta diventa più friabile e il sapore più intenso.

Che cosa succede durante la stagionatura

Nel corso della stagionatura il formaggio perde umidità e le sue proteine e i suoi grassi si trasformano. Il disciplinare del Piave descrive bene il percorso: sapore dolce e lattico nel formaggio giovane, che diventa poi più sapido, intenso e corposo, fino a una leggera piccantezza; pasta che da chiara e compatta diventa gialla, asciutta, granulosa e friabile. Lo stesso schema, con tempi diversi, vale per molti formaggi a pasta dura.

Parmigiano Reggiano: dai 12 mesi in su

Il Parmigiano Reggiano non può essere venduto come tale prima di 12 mesi dalla formatura. Il disciplinare consente di affiancare all’età alcuni aggettivi: • delicato (12-19 mesi); • armonico (circa 20-26 mesi); • aromatico (circa 27-34 mesi); • intenso (circa 35-45 mesi). Sulle porzioni preconfezionate sopra i 15 grammi l’età minima va sempre indicata. Dai 18 mesi si può chiedere il marchio «Export», dai 24 il «Premium».

Grana Padano: 9 mesi, Riserva e «Oltre 24 mesi»

Il Grana Padano matura naturalmente per almeno nove mesi dalla formatura e viene esaminato dagli esperti non prima dell’ottavo mese. Dopo almeno 20 mesi, se ha le caratteristiche richieste, può diventare «RISERVA», con un secondo marchio sullo scalzo. Per il prodotto confezionato esistono anche le categorie «Grana Padano RISERVA Oltre 20 Mesi» e «Oltre 24 Mesi». Dai 12 mesi in su la stagionatura effettiva può essere indicata in etichetta, ma non è obbligatoria.

12, 24, 36 mesi: come cambiano

Usando le fasce del disciplinare del Parmigiano Reggiano: a 12 mesi il formaggio è nella fascia «delicato», a 24 mesi in quella «armonico», a 36 mesi in quella «intenso». In pratica, più passa il tempo e più la pasta perde acqua e diventa granulosa e friabile, mentre il sapore si fa più ricco. Non esiste una stagionatura «migliore»: dipende dall’uso. Il disciplinare del Bra, per esempio, indica il Tenero come formaggio da tavola e il Duro, più stagionato, da tavola e da grattugia.

Altri formaggi con età in etichetta

Le soglie cambiano da formaggio a formaggio. Il Piave DOP ha cinque tipologie, da Fresco (20-60 giorni) a Vecchio Riserva (oltre 18 mesi). Il Bra Duro stagionato oltre un anno può chiamarsi «Bra Duro dop Stravecchio». Il Bitto stagiona almeno 70 giorni ma, secondo il Consorzio di tutela, può arrivare a dieci anni. Il Montasio passa da fresco (60 giorni) a stravecchio (18 mesi).

Domande frequenti

Quanto stagiona come minimo il Parmigiano Reggiano?
12 mesi dalla formatura, secondo il disciplinare.
Il Parmigiano 36 mesi è più buono del 24?
Non è più buono, è diverso: rientra nella fascia «intenso» (circa 35-45 mesi), con pasta più asciutta e sapore più deciso.
Che cosa vuol dire Grana Padano Riserva?
È il Grana Padano stagionato almeno 20 mesi che supera la verifica di qualità e riceve un secondo marchio sullo scalzo.
Che differenza c’è tra Parmigiano 12 e 24 mesi?
Il 12 mesi rientra nella fascia «delicato» del disciplinare, il 24 in quella «armonico»: con più stagionatura la pasta è più asciutta e il sapore più ricco.
L’età del formaggio deve essere scritta in etichetta?
Per il Parmigiano Reggiano preconfezionato sopra i 15 grammi sì; per il Grana Padano è facoltativa dai 12 mesi.

Informazioni verificate dalla redazione il 15/10/2026.