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Branzi

Branzi

PAT
Fetta di formaggio Branzi con crosta e occhiatura tipica
Foto: MatthewGhera — fonte, licenza CC BY 3.0 · MatthewGhera via Wikimedia Commons, CC BY 3.0

Cos’è il Branzi

Il Branzi è un formaggio tipico della Valle Brembana e delle valli bergamasche limitrofe, prodotto con latte vaccino crudo intero. Ha forma cilindrica di 8–15 kg, pasta giallo paglierino con occhiatura fine e sapore che va dal lattico dolce del fresco al più intenso e leggermente piccante dello stagionato. È inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Lombardia.

Caratteristiche

Denominazione
PAT
Tipo
Formaggio a pasta semicotta
Latte
latte vaccino crudo intero
Zona tipica
Lombardia

Zona di produzione

Intero territorio delle comunità montane della Valle Brembana e della Valle Imagna, più i comuni di Aviatico e Oneta in Val Seriana, tutti in provincia di Bergamo.

Origine e storia

Il nome viene dal paese di Branzi, in alta Valle Brembana, sede da inizio Ottocento di un mercato di formaggi. Il momento più noto è la Fiera di San Matteo (21 settembre), che chiude la stagione d’alpeggio e porta in paese la produzione estiva. Con il tempo la lavorazione si è estesa a tutto l’anno, mantenendo il latte crudo come carattere distintivo. Il Branzi non va confuso con il Formai de Mut DOP della stessa valle: sono due formaggi diversi, entrambi legati alle Orobie bergamasche.

Territorio e latte

Il disciplinare della Camera di commercio di Bergamo fissa la zona nelle comunità montane di Valle Brembana e Valle Imagna, più Aviatico e Oneta. Il latte è vaccino crudo intero, per almeno il 90% da bovine di razza Bruna Alpina allevate in quel territorio, con alimentazione basata su foraggi pascolati o affienati dell’area montana e pedemontana. Non sono ammessi coloranti né conservanti nella pasta.

Come si produce

Il latte viene scaldato a 35–38 °C, coagulato con caglio liquido di vitello e lasciato riposare 25–40 minuti. La cagliata si rompe in due tempi fino a pezzi della dimensione di un chicco di riso, poi si cuoce a 45–48 °C per 30–40 minuti (pasta semicotta). Si estrae, si mette in fascera con la «pata» (tela), si pressa più volte e si lascia raffreddare almeno 18 ore, rivoltando la forma. Seguono salatura e stagionatura.

Caratteristiche e stagionatura

Forma cilindrica con facce piane o leggermente convesse e scalzo concavo a «V»; diametro 35–45 cm, altezza 8–10 cm, peso 8–15 kg. La crosta è sottile e giallo paglierino nel fresco, più scura e consistente con la stagionatura. La pasta è morbida ed elastica da giovane, compatta da stagionata, con occhiatura leggera e uniforme; grasso minimo 49% s.s. Il disciplinare camerale prevede almeno 45 giorni: fresco 45–90 giorni, semi-stagionato 91–180, stagionato da 181 giorni in poi. In stagionatura le forme si rivoltano e, dopo la pulizia delle muffe, possono essere oliate.

Sapore e uso in cucina

Da giovane è dolce e lattico, con note di burro e fieno; con la stagionatura guadagna intensità e una punta piccante. Si mangia a tavola, con polenta (anche taragna orobica e «cunsada»), nelle ripiene e con frutta fresca. In abbinamento stanno bene vini rossi corposi, miele aromatico e pane di segale, come segnala anche la scheda Guffanti.

PAT e tutela

Il Branzi è riconosciuto come PAT della Regione Lombardia. Esistono consorzi di produttori (tra cui il Consorzio Tutela Formaggio Branzi) impegnati nella valorizzazione e, in prospettiva storica, nella richiesta di una DOP; oggi rimane un prodotto tradizionale regionale, non una denominazione europea.

Conservazione

Si conserva in frigorifero, avvolto in carta per alimenti o film traspirante, lontano da odori forti. Il fresco va consumato in tempi brevi; lo stagionato dura più a lungo se la crosta è tenuta pulita e leggermente oliata. Togliere dal freddo un po’ prima di servirselo, così la pasta torna elastica.

Curiosità

  • Alla Fiera di San Matteo di Branzi, nel passato, si vendevano migliaia di forme alla fine dell’alpeggio: il mercato ha dato il nome al formaggio.
  • Il disciplinare camerale chiede che almeno il 90% del latte arrivi da bovine Bruna Alpina allevate nella zona di produzione.
  • Lo scalzo concavo a «V» è tipico della fascera usata per formare il Branzi.

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Domande frequenti

Cos’è il formaggio Branzi?
È un formaggio a pasta semicotta di latte vaccino crudo intero, tipico delle valli bergamasche (Valle Brembana e Valle Imagna), riconosciuto come PAT della Lombardia.
Dove si produce il Branzi?
Nella provincia di Bergamo: comunità montane della Valle Brembana e della Valle Imagna, più i comuni di Aviatico e Oneta in Val Seriana.
Quali comuni hanno caseifici collegati al Branzi?
Tra i comuni con scheda sul sito: Branzi, Zogno, San Giovanni Bianco, Isola di Fondra, Almenno San Salvatore, Casazza, Gromo e Vedeseta.
Che differenza c’è con il Formai de Mut?
Sono due formaggi diversi della stessa area: il Formai de Mut è una DOP dell’Alta Valle Brembana; il Branzi è un PAT a latte crudo con zona più ampia (Brembana, Imagna e parte della Seriana).
Quanto deve stagionare?
Secondo il disciplinare camerale almeno 45 giorni: fresco 45–90 giorni, semi-stagionato 91–180, stagionato da 181 giorni in poi.
Con che latte si fa?
Latte vaccino crudo intero, per almeno il 90% da Bruna Alpina allevata nella zona di produzione.
Il Branzi è DOP?
No: è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Lombardia. Non è (ancora) una denominazione d’origine europea.
Che sapore ha?
Da giovane è dolce e lattico, con note di fieno e burro; da stagionato è più intenso e può risultare leggermente piccante.
Come si usa in cucina?
A tavola, con polenta (anche taragna), nelle ripiene, con frutta fresca o miele; si abbina a vini rossi strutturati.

Chi produce il Branzi

Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.

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