Azienda Agricola Cattaneo Roberto
Isola di Fondra (BG)
Formaggio Branzi
- Latte: vaccino
Branzi
PAT
Il Branzi è un formaggio tipico della Valle Brembana e delle valli bergamasche limitrofe, prodotto con latte vaccino crudo intero. Ha forma cilindrica di 8–15 kg, pasta giallo paglierino con occhiatura fine e sapore che va dal lattico dolce del fresco al più intenso e leggermente piccante dello stagionato. È inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Lombardia.
Intero territorio delle comunità montane della Valle Brembana e della Valle Imagna, più i comuni di Aviatico e Oneta in Val Seriana, tutti in provincia di Bergamo.
Il nome viene dal paese di Branzi, in alta Valle Brembana, sede da inizio Ottocento di un mercato di formaggi. Il momento più noto è la Fiera di San Matteo (21 settembre), che chiude la stagione d’alpeggio e porta in paese la produzione estiva. Con il tempo la lavorazione si è estesa a tutto l’anno, mantenendo il latte crudo come carattere distintivo. Il Branzi non va confuso con il Formai de Mut DOP della stessa valle: sono due formaggi diversi, entrambi legati alle Orobie bergamasche.
Il disciplinare della Camera di commercio di Bergamo fissa la zona nelle comunità montane di Valle Brembana e Valle Imagna, più Aviatico e Oneta. Il latte è vaccino crudo intero, per almeno il 90% da bovine di razza Bruna Alpina allevate in quel territorio, con alimentazione basata su foraggi pascolati o affienati dell’area montana e pedemontana. Non sono ammessi coloranti né conservanti nella pasta.
Il latte viene scaldato a 35–38 °C, coagulato con caglio liquido di vitello e lasciato riposare 25–40 minuti. La cagliata si rompe in due tempi fino a pezzi della dimensione di un chicco di riso, poi si cuoce a 45–48 °C per 30–40 minuti (pasta semicotta). Si estrae, si mette in fascera con la «pata» (tela), si pressa più volte e si lascia raffreddare almeno 18 ore, rivoltando la forma. Seguono salatura e stagionatura.
Forma cilindrica con facce piane o leggermente convesse e scalzo concavo a «V»; diametro 35–45 cm, altezza 8–10 cm, peso 8–15 kg. La crosta è sottile e giallo paglierino nel fresco, più scura e consistente con la stagionatura. La pasta è morbida ed elastica da giovane, compatta da stagionata, con occhiatura leggera e uniforme; grasso minimo 49% s.s. Il disciplinare camerale prevede almeno 45 giorni: fresco 45–90 giorni, semi-stagionato 91–180, stagionato da 181 giorni in poi. In stagionatura le forme si rivoltano e, dopo la pulizia delle muffe, possono essere oliate.
Da giovane è dolce e lattico, con note di burro e fieno; con la stagionatura guadagna intensità e una punta piccante. Si mangia a tavola, con polenta (anche taragna orobica e «cunsada»), nelle ripiene e con frutta fresca. In abbinamento stanno bene vini rossi corposi, miele aromatico e pane di segale, come segnala anche la scheda Guffanti.
Il Branzi è riconosciuto come PAT della Regione Lombardia. Esistono consorzi di produttori (tra cui il Consorzio Tutela Formaggio Branzi) impegnati nella valorizzazione e, in prospettiva storica, nella richiesta di una DOP; oggi rimane un prodotto tradizionale regionale, non una denominazione europea.
Si conserva in frigorifero, avvolto in carta per alimenti o film traspirante, lontano da odori forti. Il fresco va consumato in tempi brevi; lo stagionato dura più a lungo se la crosta è tenuta pulita e leggermente oliata. Togliere dal freddo un po’ prima di servirselo, così la pasta torna elastica.
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Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.
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