Latteria di Crodo
Crodo (VB)
Disponibile a forma intera, mezza forma o quarto.
- Latte: vaccino
Ossolano DOP
DOP
L’Ossolano DOP è un formaggio di latte vaccino intero della Val d’Ossola, all’estremo nord del Piemonte, a pasta semicotta e pressata. Stagiona almeno 60 giorni e ha sapore delicato, legato alle erbe dei prati e dei pascoli. La versione «d’Alpe» si fa d’estate negli alpeggi sopra i 1400 metri.
Trentotto comuni della Val d’Ossola, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola; l’Ossolano d’Alpe si fa negli alpeggi dello stesso territorio sopra i 1400 metri. Comuni con caseifici produttori presenti sul sito: Crodo e Santa Maria Maggiore.
La Val d’Ossola si trova all’estremo nord del Piemonte, tra il Canton Vallese e il Canton Ticino, tra Alpi Pennine e Lepontine. Corre da nord a sud per circa 70 km e in pochi chilometri sale dal Lago Maggiore ai 4600 metri del gruppo del Monte Rosa. Il territorio di produzione è interamente montano, con piccole aziende da 10 a 70 vacche in lattazione e piccoli caseifici sociali per la trasformazione e la stagionatura.
Il disciplinare lega l’Ossolano ai rapporti tra le popolazioni ossolane e i Walser, giunti nei secoli dalla vicina Svizzera e oggi una delle minoranze storiche del Piemonte. Con piogge abbondanti e temperature mai troppo alte, i Walser hanno sviluppato una tecnica casearia che prevede la semicottura della cagliata, utile a far spurgare meglio il siero: insieme alla pressatura è ancora oggi il tratto distintivo dell’Ossolano.
Si usa solo latte intero di vacca, da due a quattro mungiture successive, tutto l’anno, da bovine di razza Bruna, Frisona, Pezzata Rossa e loro meticci. Almeno il 60% della sostanza secca della razione annua deve essere erba o foraggio della zona. Per l’Ossolano d’Alpe il latte viene da una o due mungiture, dal 1° giugno al 30 settembre, con pascolo obbligatorio e almeno il 90% della razione da pascoli del territorio.
Il latte, crudo o pastorizzato, coagula a 36-39 °C con caglio, eventualmente con fermenti ottenuti da batteri lattici autoctoni. La cagliata si rompe in 5-10 minuti fino a granuli grandi come un chicco di mais, poi si cuoce a 42-45 °C per 15-30 minuti. Estratta, viene pressata fino a 12 ore e marchiata con fasce che riportano la scritta «Ossolano». La salatura si fa a secco o in salamoia.
Le forme maturano almeno 60 giorni a 5-14 °C con umidità del 75-90%; la crosta può essere raschiata, lavata con acqua e sale o oliata. La forma è cilindrica, con diametro di 29-32 cm, scalzo di 6-9 cm e peso di 6-7 kg (5-6 kg per l’Ossolano d’Alpe). La crosta è liscia e paglierina, la pasta consistente ed elastica, con piccola occhiatura irregolare, dal paglierino chiaro al giallo intenso. Il sapore è armonico e delicato, più intenso e fragrante con l’invecchiamento; il grasso sulla sostanza secca è almeno il 40%.
L’Ossolano è registrato come DOP con il regolamento di esecuzione (UE) 2017/1788. La menzione aggiuntiva «d’Alpe» è riservata al formaggio fatto con latte prodotto e caseificato in alpeggi del territorio sopra i 1400 metri, tra giugno e settembre.
Si conserva in frigorifero, avvolto in carta per alimenti, e si serve a temperatura ambiente. È un formaggio da tavola che si scioglie bene su polenta, patate e nei piatti al forno. Per altri formaggi piemontesi vedi la Toma Piemontese e il Bra; per la vicina Valle d’Aosta il Fromadzo.
Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Crodo (VB)
Disponibile a forma intera, mezza forma o quarto.
Stagionatori e venditori verificati dalla redazione.
Villadossola (VB)
Stagionato nello stabilimento di Villadossola.
Ornavasso (VB)
Associata al Consorzio di tutela.
Verbania (VB)
Associata al Consorzio di tutela.
Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.
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