Azienda Agricola Brandimarte Maurizio
Norcia (PG)
Formaggio pecorino stagionato di Norcia
- Latte: pecora
- Stagionatura: 12 mesi
- Formato: 1 kg, 250 g, 500 g
Pecorino (formaggi di latte di pecora)

Pecorino è il nome di tutti i formaggi italiani fatti con latte di pecora. È una famiglia enorme, diffusa dal Lazio alla Sardegna, dalla Toscana alla Sicilia: nove pecorini hanno la DOP, decine sono riconosciuti come prodotti tradizionali, e accanto a loro ci sono molti altri formaggi ovini con nomi propri. Vanno dal pecorino fresco di pochi giorni, morbido e dolce, alle forme stagionate oltre un anno, dure, sapide e piccanti.
Tutta l’Italia centro-meridionale e le isole, con pecorini DOP in Lazio, Sardegna, Toscana, Sicilia, Calabria e Basilicata.
La parola viene da «pecora» e non indica un formaggio preciso ma una categoria: qualunque formaggio di latte ovino può chiamarsi pecorino, se non è tutelato da un nome specifico. In etichetta, quindi, «pecorino» da solo dice soltanto il latte; sono la denominazione o il luogo di origine a indicare di quale formaggio si tratta.
Nove formaggi con la parola pecorino nel nome hanno la denominazione d’origine protetta: - Pecorino Romano, il più prodotto, fatto in Sardegna, nel Lazio e in provincia di Grosseto; - Pecorino Sardo, in tutta la Sardegna, dolce o maturo; - Pecorino Toscano, in Toscana e in alcuni comuni confinanti di Umbria e Lazio, a pasta tenera o semidura; - Pecorino Siciliano, a pasta dura, di latte crudo; - Pecorino Crotonese e Pecorino del Monte Poro, in Calabria; - Pecorino di Filiano, in Basilicata; - Pecorino di Picinisco, nella Val di Comino, che ammette una parte di latte di capra; - Pecorino delle Balze Volterrane, nel Volterrano, con caglio vegetale.
Non si chiamano pecorino, ma sono formaggi ovini con la DOP: il Fiore Sardo, il Canestrato Pugliese, il Piacentinu Ennese allo zafferano e la Vastedda del Belìce, unico formaggio ovino a pasta filata. Usano latte ovino, in tutto o in parte, anche il Murazzano e il Formaggio di Fossa di Sogliano.
L’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali raccoglie decine di pecorini locali, dall’Abruzzo (pecorino di Farindola, di Atri, dei Monti della Laga) al Lazio (di Amatrice, in grotta del Viterbese), dall’Umbria (di Norcia) alla Toscana (del Casentino, della Garfagnana, della Lunigiana) fino alla Sardegna (di Osilo, di Nule). Sul sito trovi le schede di: - Pecorino di Pienza, nel Senese; - Pecorino di Carmasciano e Pecorino di Laticauda, in Campania; - Pecorino di Maglie e Pecorino foggiano, in Puglia; - Pecorino dei Berici, in Veneto. Fra quelli raccontati in una scheda sul sito ci sono anche il Canestrato di Castel del Monte, che prende forma nei canestri di giunco sul Gran Sasso aquilano, e il Maiorchino dei Monti Peloritani, che a Carnevale si fa rotolare per le vie del paese.
La stagionatura cambia tutto. Il pecorino fresco, di poche settimane, ha pasta bianca e morbida, gusto dolce e lattico; il semistagionato, di due-quattro mesi, è più compatto e saporito; lo stagionato, da sei mesi in su, ha crosta dura, pasta friabile e gusto intenso, sapido, spesso piccante, adatto alla grattugia. Molti pecorini DOP prevedono più tipologie: il Pecorino Sardo, per esempio, distingue fra «dolce» e «maturo».
Il latte può essere crudo, termizzato o pastorizzato a seconda del disciplinare. Il caglio è di solito animale, di agnello o di vitello; alcuni pecorini usano il caglio vegetale ottenuto dal fiore del cardo selvatico, come quello delle Balze Volterrane e alcuni pecorini a latte crudo del Senese. La crosta può essere naturale, unta con olio, trattata con cenere o con concentrato di pomodoro, segnata dal canestro in cui la cagliata sgocciola.
Il Romano è il più salato e piccante, a pasta cotta e stagionatura lunga, il formaggio della carbonara e della cacio e pepe. Il Sardo è più dolce e meno salato, a pasta semicotta. Il Toscano è il più delicato, spesso venduto fresco o di breve stagionatura. Per un confronto dettagliato vedi la guida alle differenze tra Pecorino Romano, Sardo e Toscano.
I pecorini stagionati si conservano a lungo in frigorifero, avvolti in carta per alimenti e nel ripiano meno freddo; quelli freschi vanno consumati in pochi giorni. Prima di servirli conviene lasciarli a temperatura ambiente per almeno mezz’ora.
Il pecorino fresco si mangia con pane, verdure crude e salumi; quello stagionato si grattugia sulla pasta o si serve a scaglie con miele, pere, fichi o confetture. Con il vino si scelgono di solito rossi di buon corpo della stessa zona; i pecorini più dolci accettano anche bianchi strutturati. Vedi anche la ricotta, che si ricava dal siero dei pecorini, il primo sale e la guida ai formaggi DOP italiani per regione. In Alta Irpinia si produce il pecorino bagnolese, con latte di pecora di razza Bagnolese.
Caseifici e prodotti verificati dalla redazione.
Norcia (PG)
Formaggio pecorino stagionato di Norcia
Norcia (PG)
Formaggio pecorino erborinato
Norcia (PG)
Formaggio pecorino il gigante
Norcia (PG)
Pecorino di Norcia semistagionato
Norcia (PG)
Pecorino fresco di Norcia
Norcia (PG)
Formaggio pecorino primosale
Orvieto (TR)
Canestrato stagionato
Premio Eccellenza a Umbria dei Formaggi 2025 (pecorino stagionato).
Alife (CE)
Pecorino stagionato
Alife (CE)
Mosto pecorino al vino
Alife (CE)
Onief pecorino al fieno
Alife (CE)
Tradizione pecorino alla crusca
Alife (CE)
Pecorino all’erba cipollina
Alife (CE)
Pecorino al rosmarino
Alife (CE)
Pecorino fantasia
Alife (CE)
Pecorino all’origano
Alife (CE)
Nero pecorino al tartufo
Alife (CE)
Pecorino al peperoncino
Alife (CE)
Pecorino al finocchietto
Alife (CE)
Pecorino al pepe nero
Trevi (PG)
Formaggio stagionato di pecora
Trevi (PG)
Formaggio fresco di pecora
Castel del Monte (AQ)
Pecorino Canestrato di Castel del Monte – Stagionatura 8-12 Mesi
Castel del Monte (AQ)
Pecorino Canestrato di Castel del Monte – Stagionatura 4-7 Mesi
Castel del Monte (AQ)
Pecorino Canestrato di Castel del Monte – Stagionatura 2-3 Mesi
Olbia (OT)
Pecorino artigianale
Olbia (OT)
Silius (CA)
Pecorino Ziu Eligiu
Nurri (CA)
Gran Sarcidano
Borore (NU)
Pecorini DOP e frue
Penne (PE)
Pecorino di Farindola
Informazioni verificate dalla redazione a ottobre 2026.